Cari Amici,

da qualche giorno, si è tornato a parlare con grande insistenza del Partito della Nazione. Ma come vogliamo che sia questo partito? Che partito vogliono gli italiani?

Sembreranno domande banali, scontate. Ma non voglio dare nulla per scontato e, per far sì che nasca un partito che sia il più vicino possibile ai cittadini, vi invito a complilare un questionario, predisposto da Lorien Consulting. Non è certo con i questionari che si risolvono i problemi, lo so. Ma questo potrebbe essere il primo passo per la costruzione di un partito nuovo, che si basi sulla partecipazione e la condivisione di idee. Di tutti.

Cliccando sul banner qui sotto, vi troverete nella pagina dedicata all’indagine che è stata preparata, sull’opinione politica in generale e sui sentimenti verso il Partito della Nazione che si appresta a nascere.

Buon questionario! 🙂

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Patrimonio mondiale da tutelare. Speriamo che alle firme seguano anche i fatti!

La   Sardegna         ancora         protagonista  di   un importantissimo evento di carattere internazionale. Lo scorso 16 giugno, i Ministri dell’ambiente italiano Stefania Prestigiacomo e francese Jean Luis Barloo hanno firmato il protocollo d’intesa con il quale si sancisce la nascita del Parco Internazionale delle Bocche di Bonifacio.

L’istituzione di questo parco, è solo il primo passo per identificare quest’area tra le più sensibili al mondo dal punto di vista ambientale. Quest’area purtroppo, è minacciata giornalmente dal transito di imbarcazioni che trasportano carichi pericolosi ed altamente inquinanti provenienti da ogni parte del mondo: petroliere, gasiere, chimichiere, la maggior parte delle quali, risultano essere vecchie o non dotate del doppio scafo di sicurezza.

Con la firma di questo trattato, l’Italia e la Francia uniscono le forze e si impegnano a far sentire la loro voce in sede internazionale per attirare l’attenzione dell’Onu, affinché intervenga imponendo il divieto di transito nello Stretto di Bonifacio a queste imbarcazioni.

La collaborazione tra Sardegna e Corsica, dovrà portare a regolarizzare severamente il traffico evitando il transito di navi che trasportano sostanze pericolose, con l’obbiettivo immediato di tutelare le Bocche di Bonifacio e l’habitat naturale circostante.

Per il futuro invece, l’obbiettivo è quello di arrivare ad imporre il divieto di transito per queste imbarcazioni che rappresentano giornalmente una reale minaccia per le coste italiane e  francesi. Un incidente in queste acque infatti, comprometterebbe l’intero ecosistema marino e costiero, senza considerare le ripercussioni negative su tutto il settore turistico di queste incantevoli coste.

Nelle Bocche di Bonifacio, la navigazione è molto rischiosa e complicata: per effetto delle correnti e dei venti molto forti, per la morfologia della costa frastagliata, per i bassi fondali e per le secche esistenti dovute alla presenza di numerose isole e scogli affioranti. E’ un vero miracolo che fino ad oggi non sia capitato mai nulla, ma considerato che lo Stretto è trafficato annualmente da migliaia di imbarcazioni che trasportano carichi pericolosi, quello che non è successo fino ad oggi può accadere in un attimo.

Questo meraviglioso tratto di mare che separa la Sardegna dalla Corsica, largo appena 12 Km, dove si affaccia l’incantevole Arcipelago della Maddalena, ha suscitato l’interesse di tantissime associazioni ambientaliste tra cui Greenpeace, le quali hanno cercato di sensibilizzare gli organismi internazionali ad occuparsi di questo grave pericolo ambientale. Nulla possono infatti, l’Italia e la Francia, perché un divieto di transito a queste pericolose imbarcazioni, può essere imposto solo dall’ONU.

Penso che l’ambiente, non debba essere oggetto di discussione internazionale solo quando ci sono emergenze e catastrofi naturali, ma deve esserlo soprattutto per la sua tutela e difesa come bene di primaria importanza. La speranza è che questo storico protocollo d’intesa non resti lettera morta e che alle firme seguano anche i fatti. Il compito del governo italiano quindi, è impegnarsi ad inoltrare all’ONU, la richiesta di vietare a tutte le Nazioni del mondo, di transitare nelle Bocche di Bonifacio, con imbarcazioni cariche di sostanze pericolose. Sarà invece compito della Regione Sardegna, nella fattispecie dell’Assessore all’Ambiente, fare pressioni, affinché questa richiesta non finisca nel dimenticatoio del Governo Centrale, il fine è di scongiurare il giornaliero pericolo di vedere nei nostri mari catastrofi come quella del Golfo del Messico.

Rosa Fausta Bassu

Leggendo un articolo a pagina 13 su L’unione Sarda di ieri 11 giugno, mi viene spontaneo riflettere sui finanziamenti che lo Stato concede alla Tirrenia per coprire le tratte di collegamento della Sardegna alla Penisola; penso a quanto sia scadente il servizio fornito in regime di continuità territoriale….. al confronto la flotta navale fenicia era all’avanguardia!

Penso alle tante umiliazioni e disagi che sono costretti a subire i Sardi che si servono degli attuali mezzi di trasporto marittimo; in particolare quelli del sud dell’Isola, i quali non possono usufruire del regime di concorrenza.

La continuità territoriale prevede il collegamento aereo o navale a tariffe agevolate per i residenti di isole o territori disagiati o poco collegati, ma non si occupa del modo o del tempo che si impiega per coprire la tratta interessata. Infatti, poco importa se, nella fattispecie, alla nave, durante la navigazione, all’improvviso si spegnesse uno dei motori che, guarda caso, farebbe economizzare sul costo del viaggio a discapito del tempo di percorrenza; non mi spiego, altrimenti perché per raggiungere Civitavecchia da Cagliari si impiegano 17 ore in condizioni di mare favorevoli (anche 48 ore, invece, se le condizioni meteomarine sono avverse)? In epoca in cui si coprono distanze siderali in  minor tempo forse sarebbe opportuno, aggiornare i nostri mezzi di trasporto marittimo.

Immaginiamo un viaggio che da Cagliari ci porta a Civitavecchia o nel sud della Penisola: se da Cagliari una famiglia volesse andare in Puglia con la propria auto, o si sobbarca un viaggio di circa 17 ore o con la propria auto si reca ad Olbia dove vige il regime di concorrenza tra diverse compagnie marittime, e, lì, miracolosamente, la tratta Olbia Civitavecchia viene coperta in sole ore 4,45. Sbarcati a Civitavecchia, si imbocca l’autostrada e prima che la nave da Cagliari sia giunta a Napoli, la nostra ipotetica famiglia ha già raggiunto la Puglia in auto.

Oppure immaginiamo che la suddetta famiglia voglia spostarsi nei mesi estivi o sotto le festività: se non ha prenotato il biglietto 4 mesi prima diventa impossibile trovare posto sulle navi di qualsiasi porto sardo.

In conclusione, allora, mi chiedo spontaneamente, per i nostri politici che significato ha continuità territoriale?

A chi serve il regime di monopolio da Cagliari, non sarebbe il caso di risparmiare denaro pubblico introducendo il regime di concorrenza?

Un solo dato, fra il 2007 e il 2008 Tirrenia ha perso da Cagliari ben 80 mila viaggiatori.

Invito chiunque avesse analoghe testimonianze di viaggio, a segnalarle sul blog.

il cantiere

Si spera che il Governo insieme ai tagli sulla ricerca non spenga anche le stelle della Sardegna.

La Sardegna che piace a noi è un’isola all’avanguardia che nel suo piccolo punta ad essere al centro del panorama mondiale, con un occhio puntato verso il cielo e l’altro verso il futuro.

La scorsa settimana, la nostra regione è stata protagonista di un evento straordinario, che ha portato alla fama mondiale San Basilio un piccolo paese della Trexenta.

Con la posa della gigantesca parabolica rotante del diametro di 64 metri (su di un basamento alto più di 60 metri e del peso di oltre 3 mila tonnellate), sono giunti al termine i lavori dello spettacolare impianto scientifico denominato SRT (SardiniaRadioTelescope).

Questo grandioso progetto è stato realizzato dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ed è costato circa 70 milioni di Euro.

La struttura sorta in località “Pranu Sanguini” ha una importanza strategica per l’astronomia mondiale. L’impianto, infatti, è uno dei più grandi al mondo, verrà utilizzato per applicazioni di Radioastronomia, Geodinamica e Scienze Spaziali, servirà per scoprire nuovi corpi celesti ed ascoltare le onde radio provenienti dall’universo. E’ il terzo in Italia formando così un triangolo con gli altri due, uno in Sicilia a Noto (diametro 32 metri) e l’altro in Emilia Romagna a Ferrara (diametro 32 metri).

E’ un progetto nato 15 anni fa ed è stata scelta questa zona per il bassissimo tasso di inquinamento elettromagnetico. La ICOM una azienda locale di cui la Sardegna è orgogliosa, impegnando tutte le sue risorse e competenze ha saldato uno ad uno tutti i pezzi che compongono questa complessa e delicata struttura. Sembrerebbe una bellissima favola se non fosse che, a causa dei tagli sulla ricerca scientifica operati dal governo anche questo innovativo impianto rischia di diventare una delle tante cattedrali nel deserto. Se vogliamo dirlo in parole povere, un enorme spreco di soldi pubblici. A causa di questi tagli vengono infatti a mancare i fondi per far funzionare questo meraviglioso gioiello. Allora mi chiedo, a cosa è servito aver impegnato tutto questo capitale pubblico?

Io credo molto nello sviluppo tecnologico, perché significa non solo progredire e applicare la conoscenza per creare nuova occupazione, ma anche creare una formidabile attrattiva turistica. Questo impianto costituisce una risorsa che potrebbe rappresentare la rinascita di questo territorio e forse dell’intera isola. Non bisogna dimenticare che la ricerca applicata ha sempre portato a grandi scoperte tecnologiche. Tagliare questi fondi vorrebbe dire destinare l’Italia a un continuo degrado. E’ invece necessario investire nella ricerca perché si sa che i frutti a volte arrivano anche dopo decenni, per questo è necessario investire puntando a degli obbiettivi ben precisi.

La mia speranza quindi è che il governo insieme ai tagli per la ricerca non tagli anche i fondi  per far funzionare questo grandioso specchio parabolico. Non si possono sperperare 70 milioni di Euro e rischiare che questo Radiotelescopio venga abbandonato e diventi un ammasso di ferro arrugginito. La Legge finanziaria varata dal governo Berlusconi infatti, prevede l’eliminazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’accorpamento del suo personale di ruolo nel CNR, quindi questo equivale ad abbandonare il progetto SRT. Speriamo vivamente che il Governo ci ripensi e che insieme alla speranza di veder realizzata questa bellissima prospettiva di sviluppo per la Sardegna, non spenga anche le stelle… nel vero senso della parola.

Oggi finalmente siamo nati.

Ma chi?

Siamo un gruppo di ragazzi sardi, che con tanta passione, attenzione e piacere cerca di tenersi informato sui tanti fatti che accadono su questa nostra terra. Ragazzi che, oltre alla normale esistenza, svolgono un’attiva forma di futura comunicazione, interagiscono tra di loro, dialogano, discutono e cercano soluzioni innovative e nuove.

Perché?

Per un semplicissimo motivo: vogliamo partecipare anche noi ad un processo già iniziato, ma molto lento, di rinnovamento della cultura, della mentalità, del pensiero e dell’informazione, che purtroppo rallenta e rattristisce la fervente popolazione della nostra regione e darle un ampio respiro.

Con quale sogno?

Cambiare, migliorare la nostra terra, far fiorire un sano e prolifico processo di creazione di nuovi progetti dediti alla guarigione del nostro territorio.

Ma cosa vi interessa?

Noi cerchiamo di raccogliere dal territorio e da internet locale tutti i possibili spunti per convogliarli in un movimento che riesca a porre in essere soluzioni definitive alle tante questioni reali.

Perché “Estremo Centro Sardegna”?

Per voler dare un indirizzo moderato alla nostra attività. Noi non siamo politici e non facciamo politica, ma sappiamo anche che i problemi vanno risolti dalle amministrazioni locali. Sappiamo che i politici devono dare una risposta seria ai nostri problemi. Noi siamo estremisti nel richiedere azioni serie, nel porre questioni, ma moderati nel voler concertare al massimo le possibili soluzioni.

Cosa fare per iniziare?

Prima cosa, sviluppare e mettere a pieno ritmo il nostro blog, tenerlo aggiornato, bello , interessante e moderato. Contemporaneamente raccogliamo spunti sul territorio per immetterli sulla rete e mostrarli agli occhi di tutti. Infine cercare di far passare una nuova volontà di dialogo, riflessione, rispetto, passione, confronto, libertà, uguaglianza: tante cose ovvie, ma che spesso sono state dimenticate.

E’ possibile partecipare?

Naturalmente, noi siamo disponibilissimi ad accettare nuovi collaboratori per il nostro blog. Questo che abbiamo creato deve diventare un punto di ritrovo per parlare di temi importantissimi, che riguardano tutti e che non possono riemergere sulla scena mediatica solo in periodo di campagna elettorale. Si può collaborare con un semplice commento ad un articolo che vi ha stimolato, oppure scrivendo un articolo e inviandocelo, oppure segnalandoci un problema che è rimasto sotto tono rispetto all’importanza che riveste per il territorio, oppure diventare a tutti gli effetti collaboratori del blog.

Come?

Semplicemente contattandoci via e-mail, ai nostri indirizzi personali, o alla casella specifica del blog: estremocentrosardegna@gmail.com, oppure contattarci via facebook.

Concludo con un saluto a tutti voi.

Partecipate attivamente. Libertà è partecipazione.